Transizione 5.0 : novità per le fonderie italiane
La Legge di Bilancio 2026 introduce importanti novità sul Credito d’imposta Transizione 5.0 per le imprese energivore, di cui fanno parte le fonderie.
L’isola di pressocolata Mambretti Tech, così come la pressa e le singole periferiche (forno, tazze in ceramica, robot, lubrificatori, termoregolatori, vuoto, rheocasting etc.), rientra a pieno titolo tra gli investimenti ammissibili in quanto determina una riduzione dei consumi energetici.
Il credito d’imposta può essere richiesto dalle imprese che, per l’anno 2026, risultano inserite negli elenchi delle imprese a forte consumo di energia elettrica o di gas naturale, istituiti presso la Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA).
Rispetto alla disciplina ordinaria del Piano Transizione 5.0, per questa specifica platea di beneficiari non si applica il principio DNSH (Do No Significant Harm).
Sono ammissibili gli investimenti, effettuati tra 1° gennaio e 31 dicembre 2026, in beni materiali e immateriali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa, inclusi negli Allegati A e B della Legge n. 232/2016.
Tali investimenti devono determinare complessivamente una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva localizzata sul territorio nazionale, oggetto dell’intervento, pari ad almeno il 3%, oppure una riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento non inferiore al 5%.
Il calcolo del beneficio si basa sulla spesa sostenuta per gli investimenti ammissibili e sul livello di riduzione dei consumi energetici conseguita mediante gli stessi. In particolare, le aliquote applicabili sono:
fino al 45% per la quota di investimenti fino a 10 milioni di euro, in funzione dell’effettivo risparmio energetico conseguito;
fino al 15% per la quota di investimenti eccedente i 10 milioni di euro e fino a 50 milioni di euro, in base al risparmio energetico conseguito.